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PORTA UNA ROSA! |
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lunedė 01 febbraio 2010 |
Mercoledì 10 febbraio, Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

Mercoledì 10 febbraio, Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, organizzeremo una fiaccolata per tenere acceso il ricordo dei nostri fratelli italiani, queste le parole di Giuseppe Onorato responsabile locale di Forza Nuova Cerveteri che continua, vogliamo invitare tutti i partiti, i movimenti, le associazioni e tutti i cittadini che si riconoscono nella volontà nostra di ricordare e non dimenticare, migliaia di donne, bambini, uomini e anziani che vennero uccisi, massacrati e torturati solo perché italiani, invitiamo tutti a partecipare per non far svanire la tragedia dei 350.000 esuli delle terre di Istria, Fiume e Dalmazia che vennero cacciati dalle loro case, dai loro ricordi dalle loro terre con la sola colpa di italiani essere nati. Le fiaccole che il 10 febbraio verranno accese avranno lo scopo oltre che di ricordare, anche di denunciare chi per 60 anni ha cercato di cancellare e nascondere l’orrore delle foibe, chi voleva dimenticare l’orrore compiuto da parte dei comunisti di Tito che con la collaborazione dei comunisti italiani scrisse la pagina più buia della storia italiana. Ma cos’erano le foibe? Il termine "foiba" è una corruzione dialettale del latino "fovea", che significa "fossa"; le foibe, infatti, sono voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall’erosione di corsi d’acqua nell'altopiano del Carso, tra Trieste e la penisola istriana; possono raggiungere i 200 metri di profondità. In Istria sono state registrate più di 1.700 foibe. Le foibe furono utilizzate in diverse occasioni e, in particolare, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale per infoibare (“spingere nella foiba”) migliaia di istriani e triestini, italiani ma anche slavi e fascisti, colpevoli di opporsi all’espansionismo comunista slavo propugnato da Josip Broz meglio conosciuto come “Maresciallo Tito”. Nessuno sa quanti siano stati gli infoibati: stime attendibili parlano di 10-15.000 sfortunati. Le vittime dei “titini” venivano condotte, dopo atroci sevizie, nei pressi della foiba; qui gli aguzzini, non paghi dei maltrattamenti già inflitti, bloccavano i polsi e i piedi tramite filo di ferro ad ogni singola persona con l’ausilio di pinze e, successivamente, legavano gli uni agli altri sempre tramite il fil di ferro. I massacratori si divertivano, nella maggior parte dei casi, a sparare al primo malcapitato del gruppo che ruzzolava rovinosamente nella foiba spingendo con sé gli altri. Mercoledì 10 febbraio alle ore 18 in piazza Aldo Moro ricorderemo i nostri fratelli, porta una rosa in loro onore. |
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